Competitività è da sempre parola d’ordine, fattore chiave in un contesto caratterizzato da crescenti interdipendenze e da fenomeni di globalizzazione per le imprese, grandi, medie o piccole che siano.

Le imprese italiane si trovano oggi a dover affrontare un mercato in condizioni più difficili rispetto ad anni fa.

  • Fine della stagione delle svalutazioni competitive;
  • Nessuna tutela e sostegno da parte dello Stato;
  • Costo del lavoro comunque più alto che altrove;
  • Importazioni di prodotti sotto costo.

Sono solo alcune delle “nuove” difficoltà che le PMI si trovano oggi ad affrontare.

A causa di tutto ciò il nostro sistema industriale vede la sua quota di mercato estero ed interno scendere inesorabilmente e di contro aumentare la quota delle importazioni.

Eppure è proprio sulle relazioni internazionali, l’import-export, la delocalizzazione del processo produttivo e soprattutto sull’aggressione di nuovi mercati che si stanno via via aprendo, si gioca il futuro del sistema Italia.

Su questo argomento il consorzio SAVE ITALY ha definito alcuni rapporti di agreement con i più noti studi e professionisti del mercato.

Siamo specialisti in grado di gestire progetti di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese sovrintendendo alle differenti fasi del progetto:

  • Definizione dell’idea progettuale;
  • Valutazione del progetto rispetto agli obiettivi aziendali;
  • Reperimento delle fonti di finanziamento;
  • Valutazione ed analisi di fattibilità in relazione al piano dei conti, al cash flow e agli aspetti di natura fiscale;
  • Apertura di nuovi mercati e opportunità di business

Questo per accompagnare la PMI a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Attivazione di collaborazioni in ambito produttivo;
  • Creazione di joint-venture e di unità produttive all’estero;
  • Utilizzo di fondi europei per agevolare la ricerca e l’innovazione tecnologica;
  • Acquisizione di nuovi mercati e/o consolidamento e crescita di posizioni export già in essere.

Ci rivolgiamo alle imprese di piccole e medie dimensioni, dove la propensione all’internazionalizzazione è elevata e dove peraltro la carenza di professionalità specifiche è maggiore.

Il Consorzio SAVE ITALY supporta le PMI aiutandole a partecipare al processo di globalizzazione in maniera consapevole e non passiva, da protagonisti e non da “sparring-partner”.

Il nostro principale compito è di monitorare ed assistere i nostri clienti nei vari Paesi, sia attraverso agenti, che per tramite di nostri corrispondenti diretti presenti all’estero sia attivando quei canali istituzionali (ambasciate e consolati, Camere di Commercio, ITA) oggi a supporto del mondo imprenditoriale italiano.

Il Consorzio SAVE ITALY supporta i Clienti nei processi di internazionalizzazione.

L’attività include la consulenza in materia di fiscalità sopranazionale e pianificazione degli investimenti, nonché l’assistenza nella predisposizione e negoziazione di accordi di cooperazione. Il tutto in un’ottica societaria, tributaria contabile e finanziaria, a garanzia del carattere multidisciplinare del servizio offerto.

A conferma della pragmaticità dello stile, il Consorzio SAVE ITALY può fornire un proprio consulente al fianco dell’impresa che affronta e sviluppa la propria dimen- sione internazionale.

Nel contempo definiamo la più adatta soluzione finanziaria e manteniamo le relazioni con le autorità locali, sia a livello tecnico che istituzionale.

A questo proposito la nostra assistenza è aperta alle soluzioni finanziarie, assicurative, curando l’impostazione di operatori di esportazione, attingendo da … possibile e necessario alle opportunità finanziarie offerte dal nostro Paese e dalla Comunità Europea.

Mirare allo sviluppo di una strategia integrata volta a migliorare i fattori di competitività per le imprese e l’industria può sicuramente creare le condizioni perché l’impresa italiana possa recuperare almeno parte del terreno perduto.

Ritengo che si debba però comprendere che “non si può prendere a calci un mulo” (J.R.Parkinson) dal momento che questi li sa tirare meglio e più forti.

Voglio con ciò dire che la nostra competitività non può basarsi sui prezzi, ma sulla qualità.

Occorre in una sola parola rivalutare il “made in Italy” e forti di questo aggredire le nuove ricchezze che sono oggi sparse sul pianeta.

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